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culturalclassic.it/intervista Antonello De Biase

Cultural Classic

 

Intervista

  1. Come nasce la tua passione per la pittura e la scultura?

E’ difficile, per me, rispondere a questa domanda, perché sin da piccolo, ho subito mostrato una particolare passione per i colori e il disegno in genere; crescendo, poi, in modo anche automatico e improvviso, ho sentito il bisogno del contatto con la materia, modellare con mano, creare con mezzi scarsi o rudimentali.

 

  1. Quali  progetti  artistici ti  proponi di realizzare?

Lavoro molto in base alle emozioni e stati d’animo del momento. I miei progetti, nascono d’improvviso, quando da dentro, sentono il bisogno di uscire allo scoperto, dandosi vita.

 

  1. I tuoi quadri sono un'esplosione di colore, quale messaggio vuoi trasmettere attraverso la scultura/pittura?

Attraverso la mia arte, voglio trasmettere tutto ciò che sia l’essenziale, sia libertà di opinioni, sia il comportamento sociale, senza nascondermi dietro un muro di rancore e orgoglio e trasmettere allo spettatore la consapevolezza di accogliere e accettare la propria storia e quella del mondo che li circonda ed imparare a non aver paura di gettar via quella maschera che spesso ci viene imposto di indossare.

 

  1. Qual è l'esperienza professionale che hai ritenuto determinante per la tua crescita artistica?

La mia prima personale. In quanto ebbi il primo riscontro col pubblico, che mi ha permesso di credere in ciò che mi appassiona e portarlo alla luce, fuori dal garage di famiglia.

 

  1. Nasci e trascorri la tua infanzia a Napoli , che influenza ha avuto “questa città d'arte per eccellenza ” sulla tua ispirazione artistica di pittore?

Fondamentale. Napoli è un teatro a cielo aperto, da cui, volente o nolente ti condiziona, in cui ci si bagna fin dentro le ossa, ci si scotta, ci si ferisce, ma allo stesso tempo, ci si rinfranca.

 

  1. L'artista è colui che esprime le  proprie emozioni  e può farlo attraverso tutte le arti, sei d'accordo con questa definizione?

Sono perfettamente d’accordo. Credo che l’arte non sia altro che un’esplosione di emozioni, quelle sensazioni che coviamo dentro e che spingono per uscire allo scoperto in tutte le forme possibili. Essere artista, significa essere liberi e nessuno può incatenarlo.

 

  1. Hai dei progetti artistici importanti ai quali ti stai dedicando attualmente?

Ci sono dei progetti, che al momento sto ancora valutando.

 

  1. Puoi prendere fin d'ora l'impegno, di essere ospite in altri party art della nostra associazione Napoli Cultural Classic?

Questo progetto, è il mio primo approccio all’associazione e sto riscontrando serietà e professionalità: elementi essenziali per un buon rapporto di collaborazione, quindi credo, molto sicuramente, di prendere in considerazione altre proposte future.

 

  1. Parteciperai all'evento organizzato dall'Associazione Napoli cultural classic il 20 marzo 2015 presso napoli sotterranea; ci racconti brevemente il tuo progetto artistico di questo evento?

Le mie sculture vogliono omaggiare la città partenopea nella sua totale completezza; tanto la bellezza, quanto le sofferenze che la caratterizzano, rendendola affascinante. Immagino un viaggio simbolico, come sfondo Napoli, città in guerra da sempre e luogo da cui ripartire, luogo che può insegnare come considerare la crisi, un momento di riflessione, prima della rinascita e non come l’ultimo rantolo che precede la morte. Esse denunciano una società coercitiva e senza via di scampo, in cui spesso le ingiustizie e i soprusi ci piegano ad un’obbedienza fisica ma non dell’anima oppure il dualismo spazio-tempo che si manifesta in chiave dinamica ed emozionale, ma la speranza in una rinascita, si palesa nello spirito di energia dell’essere napoletano.

L’utilizzo di materiali da riciclo (legno, alluminio, rame, ferro, silicone isolante, cemento, camera d’aria), è parte integrante dell’opera, ciò la rende corposa ed estremamente viva. Il risultato è un’armonia espressiva di grande intensità, una vibrazione emozionale, in cui tutta l’incisività del segno, tende ad addensarsi fino a riempire ogni strato, ogni frammento di superficie.

 

  1. Un desiderio ancora da realizzare?

Se ho un desiderio ancora da realizzare? Beh, premesso che lavoro in base alle mie emozioni e sentimenti. Che la mia fonte d’ispirazione sono i sogni, ho continui desideri da realizzare. Il momento in cui dovessi smettere di desiderare, vorrà dire che ho smesso di sognare, quindi di credere nella mia arte.

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